18.08.20 Iniziativa di limitazione: quali conseguenze subiranno gli Svizzeri all'estero?

 


La cosiddetta «Initiativa per la limitazione», che sarà sottoposta a votazione popolare il 27 settembre, prevede, tra l'altro, l'abrogazione obbligatoria dell'Accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone (ALC). Questo accordo è essenziale per i 770'900 svizzeri all'estero - ovvero l'11% dei circa 7,2 milioni di cittadini svizzeri - anche se risiedono al di fuori del continente europeo e anche se sono in possesso di un passaporto europeo. L'ALC crea uno spazio di libertà di circolazione all'interno dell'UE per i cittadini svizzeri, dando loro il diritto di accedere al mercato del lavoro alle stesse condizioni dei cittadini dell'UE. Questo diritto vale anche per tutti gli Svizzeri all'estero.


Inoltre, i diplomi e le qualifiche professionali conseguiti in Svizzera sono riconosciuti in tutta l'UE. Reciprocamente, i cittadini svizzeri e i loro figli che vivono e studiano nell'UE ottengono un diploma che, grazie all'ALC, sarà automaticamente riconosciuto in Svizzera. Questo è vantaggioso anche per i cittadini con doppia cittadinanza.


Senza l' ALC, la Svizzera de fatto non avrebbe altra scelta se non quella di trattare le persone provenienti dall'UE allo stesso modo delle persone provenienti da paesi terzi, anche a causa delle clausole di non discriminazione contenute in molti accordi di libero scambio sottoscritti dalla Svizzera con partner di altri continenti. Analogamente, i cittadini svizzeri che desiderano lavorare, fondare un'impresa, offrire servizi o fare affari nell'UE saranno trattati nell'UE allo stesso modo dei cittadini di paesi terzi, invece di essere trattati su un piano di parità con i cittadini dell'UE. Ciò vale per i cittadini svizzeri residenti al di fuori dell'UE e, con riserva dei diritti acquisiti ai sensi dell'art. 23 ALC, per i cittadini svizzeri già stabiliti nell'UE.

 

Naturalmente, uno svizzero che lavora nell'UE non perde improvvisamente il suo permesso di lavoro e di soggiorno. D'altra parte, quando cambia lavoro, potrebbe trovarsi di fronte, a seconda della natura più o meno protezionistica della legislazione di ogni paese dell'UE, a restrizioni, quote o clausole di necessità economica.


Per mantenere il benessere e la stabilità del paese, nonché i diritti di cui godono nell'ambito dell' ALC, gli Svizzeri all'estero devono votare NO a questa iniziativa.

 

Christian Pauletto, Ginevra
Professore associato presso l’International University in Geneva (IUG) e Svizzeri all'estero per 6 anni presso la Missione permanente della Svizzera a Bruxelles

Prof. Christian Pauletto

 

 


 

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